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SHAUN OF THE DEAD - IL RITORNO DEI MORTI DEMENTI

Shaun è uno sbadatissimo commesso in crisi ( esistenziale ? ) con la passione per il Winchester Pub, in cui trascorre praticamente tutte le sere della sua vita. La “sua” situazione si fa estremamente delicata quando arriva ai ferri corti con la sua ragazza e si trova di fronte ad una svolta “epocale” della sua esistenza. A condire il tutto , uno strano “virus” che riempie la città di morti viventi. A questo punto sarà costretto ad assumersi le sue responsabilità per proteggere la sua amata. Piuttosto che un film demenziale ( sarebbe riduttivo ) , “ SHAUN OF THE DEAD è da definirsi un film “ surreale “. Surreale è tutta l’atmosfera che si respira.Surreale è il modo ( ottimo ) con cui si muove la mdp di Edgar Wright ( elegante a dispetto delle situazioni ).Surreale è il modo di Shaun di approcciarsi agli eventi , anche i più “incredibili” ( la sequenza in cui lui e il fidato amico realizzano che hanno a che fare con uno “zombie” e non con un’ubriaca fradicia è uno spasso ). Essendo un film surreale , non si ride a crepapelle ( non vi aspettate “quel” tipo di film ) ma , a dirla alla maniera della “settimana enigmistica”, le “risate a denti stretti” non si contano e le scene “mitiche” sono più d’una. Oltre a quella già citata, menzione a parte merita la “zombies parade” dei dischi da lanciare contro i morti viventi e la sbellicante sequenza in cui i nostri eroi si fingono zombies per mescolarsi nella folla di morti viventi , salvo poi svenire sbugiardati dal trillo di un cellulare.
Ottimo il cast.