MATCH POINT - di Woody Allen

La superiorità della fortuna sul talento e del pisello sul cervello.
Il Woody che non ti aspetti, in questo noir proteso alla conferma del teorema sopra espresso. Un Woody comunque efficace, nonostante batta strade sulla carta inesplorate.
Così efficace che questo MATCH POINT ti cattura immediatamente. Efficace il prologo filosofico con la parabola tennistica sul colpo decisivo che colpisce la rete e che può cadere all’interno del tuo campo ( e condannarti ) o nel campo avversario ( e regalarti la gloria ).
Il servizio decisivo è quello che si appresta a servire il giovane Chris Wilton , ex tennista professionista che sbarca il lunario insegnando lungolinea e pallonetti in un prestigioso circolo per allievi facoltosi.
E con l’entrata in scena di Chris Wilton , Woody piazza subito il suo servizio vincente, visto che il languido Chris ( l’ottimo Jonathan Rhys-Myers ) ci sale subito sulle palle ( sempre per rimanere in ambito tennistico ). Piazzato il primo colpo Woody parte col gioco di difesa, sistemandosi sulla linea e ribattendo puntualmente oltre la rete tutte le palle. Snocciola così tutta una serie di personaggi e situazioni di genere che completano la cornice in cui si snoda la vicenda . l’amico facoltoso( issimo ) che instrada Chris nell’alta società presentandoli madre, padre e ( soprattutto ) le due donne che condurranno il gioco per i mesi a venire : la sorella del suo amico , che si invaghirà di lui , e la sua fidanzata ( una sensualissima Scarlett Joahnsson ) di cui si invaghirà.
Più che una battaglia interiore ( alla Dostojesky , uno degli scrittori preferiti di Chris ) tra “ragione e sentimento “ assisteremo al classico conflitto maschile “ cervello – pisello ”, nel senso che il buon CHRIS attraverserà la fase in cui gli stimoli che partono dal basso ventre sono di gran lunga più efficaci di quelli che partono dalla corteccia celebrale.
Insomma, il pisello lo porterà in un mare di guai, in un susseguirsi sempre meno efficace ( per colpa di Chris ma soprattutto della sceneggiatura ) di clichè di genere che culmineranno nell’inevitabile resa dei conti“.
A questo punto un altro colpo da maestro : un finale surreale ( e quasi pulp ) destinato a farci riflettere ( non poco ) sulla fondatezza del suo teorema e capace di dare compiutezza a tutto il film. Match chiuso e vittoria ( sofferta ) per Mr. Allen, capace di giocarsi la vittoria anche sulla terra battuta del noir, lontano dalla rassicurante erba delle sue commedie sofisticate. Il tempo ci dirà se sarà GRANDE SLAM.