lunedì, 20 novembre 2006

I FIGLI DEGLI UOMINI - Alfonso Cuaron

LONDON CALLING !! La capitale Britannica elevata ad archetipo cinematografico della metropoli apocalittica e dopo le atmosfere Orwelliane di V FOR VENDETTA, le atmosfere zombi-lisergiche di 28 GIORNI DOPO e le bollenti peripezie dragonesche de IL REGNO DEL FUOCO ( solo per citarne alcuni tra i più recenti, se ricordate qualche altro titolo segnalatemelo pure ) arriva il COMBAT MOVIE ( tanto per ricitare i CLASH ) targato Alfonso Cuaron. Le vicende sono ambientate nel 2027 ma risultano drammaticamente attuali : Londra è triste e cupa, invasa dalla sporcizia e dall'immondizia ( sembra Napoli in piena emergenza rifiuti, manca solo Bassolino a fare la predica dai maxischermi  ), le frontiere sono bloccate agli " extracomunitari " ( e qui i riferimenti all'attualità si sprecherebbero ) e la xenofobia dilagante ha generato moderni (?) lager in cui sfogare tutta la violenza repressa. E' vero, più che una sinossi sembra un notiziario di mezza giornata. Diciamo allora che per completare questo quadretto idilliaco ( il film è tratto da un romanzo di un'arzilla autrice Inglese , P. D. JAMES ) l'umanità è sull'orlo dell'estinzione visto che l'ultimo bambino è nato 18 anni  prima (  e fatto fuori all'inizio del film ) a causa di una misteriosa epidemia che ha reso tutte l donne del pianeta fertili.

Bene, io non ho visto Y TU MAMA TAMBIEN ( sfortunatamente ? ) e di HARRY POTTER E IL PRIGIONIERO DI AZKABAHN non conservo un buon ricordo ( ma ciò è senz’altro imputabile alla mia avversione per il maghetto occhialuto ) , ma questo I FIGLI DEGLI UOMINI lo ricorderò davvero a lungo. In tutto questo bailamme infatti , il virtuoso cineasta messicano si muove con un grazia davvero inusuale e nonostante un  budget di tutto rispetto ( 80 milioni di dollari ) riesce ad eludere gli stilemi del BLOCKBUSTER fracassone e conciliante confezionando un film dalle marcate sfumature autoriali Il tutto avvolto in un atmosfera decadente che riporta alle visioni apocalittiche del 12 MONKEYS di Terry Gilliam  piuttosto che al ( pur ottimo ) DAY AFTER TOMORROW di Roland Emmerich ( giusto per intenderci ). Ci  regala inoltre un nuovo personaggio da aggiungere alla galleria degli antieroi di celluloide : Theo, un disilluso ex attivista destinato a cambiare il mondo in infradito . Il quarto d’ora finale poi, è da antologia . Cuaron condensa nella sequenza dell’assedio tutta la sua visione del cinema ( e non solo ) con una frenetica  e insanguinata Mdp che , in un susseguirsi di memorabili piano sequenza, si muove con voracità nell’intestino dell’uomo cercando di arrivare ad una risposta. E quando Theo , Kee e il  piccolo sono li, con l’esercito paralizzato dinanzi al miracolo della vita , la risposta ( speranza ) sembra materializzarsi dinanzi ai nostri occhi rapiti.

Poi un tracciante ci riporta alla realtà, una realtà che non prevede vincitori e vinti ne tantomeno buoni e cattivi.

LONDON BURNING !!

V FOR VENDETTA

 IL REGNO DEL FUOCO

 THREE

postato da GionUein alle ore 19:17 | link | commenti (2)
categorie: children of men