BASTARDI SENZA GLORIA - Quentin Tarantino

Molto liberamente tratto da un classico (?) B-Movie italico felicemente diretto da Enzo G. Castellari (“Quel maledetto treno blindato”, tradotto in “Inglorious Bastards” nella versione americana ) “BASTARDI SENZA GLORIA”, l’attesissimo ritorno dell’aspirapolvere cinefilo ( come lo stesso Tarantino ama definirsi ), ci lascia aimè interdetti. E quasi ci dispiace ammetterlo. Intendiamoci, siamo comunque su livelli di eccellenza, ma dal nostro amato regista di Knoxwille era lecito aspettarsi qualcosa di più. INGLORIOUS BASTERDS si mostra discontinuo, “slegato”. L’immancabile suddivisione in “chapters” ( trovata che inizia a diventare un po stucchevole ) non aiuta la visione d’insieme, anzi. Pare quasi che il buon Quentin sia in imbarazzo nel dover gestire normali spazi temporali ( una storia che inizia e finisce in un determinato arco di tempo ). E pensare che si parte a razzo, col primo capitolo incentrato sull’interrogatorio nella baita. Sublime regia, soliti dialoghi,tensione che blocca il respiro e un nuovo irresistibile “Villain” consegnato agli annali della settima arte : il famigerato colonnello HANS LANDA ( un CHRISTOPH WALTZ da standing ovation ). Dal secondo capitolo tutto diventa normale. Affinché il sismografo registri un nuovo picco ci tocca aspettare la sequenza nella taverna. Certo ci sono i soliti spunti pop iperrealisti, i soliti eccessi pulp, i soliti “stalli messicani” ( le sequenze con le armi puntate contemporaneamente e pronte a far fuoco ). Insomma i “soliti” ingredienti. Ma questa volta la minestra non convince. Forse sono semplicemente le dosi ad essere sbagliate. L’ironia , l’ingrediente che il buon Quentin ha sempre dispensato con maestria, questa volta rende troppo saporita la portata, col risultato che si resta sazi ( certo ), ma insoddisfatti.
