lunedì, 30 aprile 2007

SPIDERMAN 3 di Sam Raimi

Mentre mi scorrevano davanti agli occhi strabiliati e sazi  le ultime scene di Spiderman 3 mi chiedevo che direzione stesse prendendo il cinema. Era forse destinato ad una drastica virata verso i fasti visivi di “300” e “SIN CITY” ? Si sarebbe forse involuto per stare al passo con le nuove tecnologie : Il digitale, la rete, l’interattività ? Era destinato ad essere oggetto delle mire di predoni e mercanti del tempio pronti a sciacallare sui suoi presunti pregi e difetti ? Poi, con l’arrivo dei titoli di coda, mi sono tranquillizzato. Ho tirato un bel sospiro e mi sono rilassato sulla poltrona proprio mentre partiva un applauso in sala e i più frettolosi erano già in piedi per guadagnare l’uscita. La mia personale spia si era accesa per pochi secondi e subito si era spenta. Il cinema non è destinato ad andare da nessuna parte, perché il CINEMA non si è mai mosso.
Prendete SPIDERMAN 3. Al momento il film più costoso della storia ( ci penserà subito TRANSFOMERS e sottrargli lo scettro ) eppure la sua potenza, il suo messaggio non sta certo negli effetti speciali ( stupefacenti ) che lo puntellano saldamente. La sua forza sta nella voglia di raccontare usando le semplici regole che il cinema si è dato fin dalla notte dei tempi. La qualità  non sta nell’innovazione ( presunta ), la qualità ,con SAM RAIMI ,sta nel rispetto delle regole ( troppo facile inventarne di nuove ).
Eppure la partita era davvero dura e il rischio di strafare esagerato : tre cattivi , due fidanzate, scontri interiori, scelte sbagliate , il passato che ritorna. Per non parlare delle attese. Cucire il tutto in maniera armoniosa era davvero un’impresa. Ma Sam Raimi non è certo tipo che si spaventa facilmente, e di fatti ci regala l’ennesimo capolavoro.
Il suo Spidey negli anni è cresciuto con le generazioni che hanno imparato ad amarlo. Dalla sfrontatezza e dalla freschezza adolescenziale del primo episodio fino alla  maturità e alle crisi del terzo, la storia di Spidey è la nostra storia e SPIDERMAN 3 è un film su noi stessi. E’ un viaggio introspettivo nel nostro modo di essere e di interfacciarci col resto del mondo. E’  un opera classica, un dramma sheakespeariano che come il famigerato simbiota alieno che mette a nudo il lato oscuro di Peter Parker ( davvero “cool” nel suo dark look alla Brian Molko dei Placebo ) si nutre delle nostre emozioni e si alimenta con i nostri sogni che a loro volta traggono energia vitale dal suo incedere maestoso. E diventa nostro, talmente nostro che quando Venom strappa la maschera dell’arrampicamuri il volto che compare sullo schermo è il nostro , e nel preciso istante in cui Spidey bacia a testa sotto Gwen Stacy ci sentiamo derubati proprio come MJ , perché quel bacio era il nostro bacio. Ma siamo disposti a perdonarlo , visto che SPIDERMAN 3 è un film sul perdono : HARRY che perdona Peter, MJ che perdona Spidey, Spidey che perdona SANDMAN nella struggente sequenza finale ( “ … Io ti perdono “ ). Una grande emozione, un’emozione continua. E quando lo vediamo arrivare volteggiando aggrappato alla sua tela ci viene voglia di urlare, gridare il suo nome e battere le mani proprio come i newyorkesi dell’altra parte dello schermo. Perché Spidey  ci ha salvato, ci ha fatto capire che fino a quando ci sarà una storia da raccontare e la passione per farlo non potremo che rimanere perdutamente innamorati del cinema.  E che anche gli “ Ohhhhh “ esterrefatti del pubblico durante i volteggi piu’ spettacolari, gli sghignazzi dei ragazzini alle trovate del burbero JJ Jameson, o il grido disperato del bimbo ( “AIUTO !!”) nel preciso momento in cui VENOM infilza a morte HARRY OSBORN , sono il segno inequivocabile dell’immortalità del cinema. Lo amiamo tutti per questo e amiamo tutti quest’uomo. Non sappiamo se alla fine cederà alla tentazione di dirigere un quarto episodio. Comunque sia la sua sarà la decisione giusta, anche se …
…provaci ancora, Sam.

 THREE

postato da GionUein alle ore 21:38 | link | commenti (1)
categorie: spiderman3
sabato, 28 aprile 2007

COMODI A CASA : AGRODOLCE NIGHTS!

Serata all'insegna della sfida agrodolce tra HORROR e COMMEDIA. I " CHALLENGER " della serata : 

  

Si parte con una dose ricostituente ( si fa per dire ) di carne a pezzetti taragata JONATHAN LIEBESMAN. Il suo prologo delle vicende di LATHERFACE e famiglia è quanto di più grandiguignolento si ricordi a memoria di cinefilo. Al confronto il famigerato HOSTEL è davvero "una passeggiata di salute". E alla lunga le efferatezze sadiche che si succedono a ritmo serrato per tutta la durata del film finiscono col saturare lo spettatore fino a provocargli delle vere e proprie crisi di rigetto. Peccato, perchè la prima oretta fila via ammaliante nonostante ci propini il trito ( è il caso di dire ) e ritrito clichè che vuole poppute fighette a spasso per l'America in compagnia di partner più o meno nerboruti. Un film per amanti del genere che se non altro ha il pregio (?) di svelarci le vicende che hanno partorito il più sanguinoso, silenzioso e suscettibile fanatico del "fai da tè" della storia del cinema. Giusto il tempo di una  breve pausa a base di  verdure e passiamo ad una frizzante commedia dedicata ad uno dei più incredibili avvenimenti mediatici del ventennio : la celeberrima "autopsia aliena" propinata da RAY SANTILLI in contemporanea planetaria a più di un miliardo di spettatori. Se per almeno una volta in vita vostra ( e non potrebbe essere altrimenti ) avete sentito parlare di ROSWELL e AREA 51, bene questo è un film che non vi potrà deludere. L'incredibile vicenda ( se volete saperne di più ) raccontata con semplicità e brio da JOHNNY CAMPBELL ,  supportato da un cast davvero ben assortito . Vittoria meritata pertanto per ALIEN AUTOPSY.

 

NON APRITE QUELLA PORTA: L'INIZIO ( 6 ) - ALIEN AUTOPSY ( 7)

postato da GionUein alle ore 19:20 | link | commenti
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venerdì, 13 aprile 2007

SPARTA, A SIN CITY.

Un ulteriore passo in avanti in questo sottogenere cinematografico derivante dalle graphic novels. E magari tra qualche hanno si scoprirà che FRANK MILLER ha dato al cinema più di quanto ( tantissimo ) ha dato ai comics. Già , perchè con SIN CITY e 300 il cinema ha imboccato strade finalmente diverse, lontane anni luce da "sotterfugi dogmatici" e "introspezioni no-sense", in cui le novità e le intuizioni sono relamente sotto gli occhi di tutti. Rispetto a SIN CITY la trasposizione si fa più dinamica : Zack Snyder riesce a liberarsi con più decisione dei limiti della vignetta ( anche se la staticità delle sequenze di RODRIGUEZ è stata una scelta ,non certo incapacità ). Sta di fatto che questa sorta di NOUVELLE VAGUE dell'arte dell'intrattenimento ( " Graphic movies "? )  è tutta merito three_hundredsincitydi FRANK MILLER ed ALAN MOORE, ossia due artisti che con la settima arte avevano avuto davvero poco a che fare. Solo una casualità ? O magari il cinema dell'ultimo decennio si è atrofizzato sulle sue convinzioni e i suoi stilemi tanto da rendersi necessario l'ntervento di due "non addetti ai lavori" per infondergli una sana boccata d'ossigeno ? La seconda che hai detto, of course. E comunque pur avendo MOORE e MILLER  fornito materia prima in abbondanza e consentito a vari personaggi di gettarsi a capofitto nel nuovo filone ( più per ragioni commerciali che artistiche  ) , gli episodi realmente INNOVATIVI alla fine sono stati soltanto due. Segno inequivocabile che , al di là delle idee, il talento e la passione sono elementi imprenscindibili per la realizzazione di un opera riuscita. Facciamo un paio di conti veloci : prima di SNYDER e RODRIGUEZ si erano cimentati con le graphic novels di Moore , Albert ed Allen Hughes ( nel 2001 con il mediocre FROM HELL ), Stephen Norrington ( nel 2003 con l'inguardabile LEGGENDA DEGLI UOMINI STRAORDINARI ) e James McTeigue ( nel 2005 con il buon V PER VENDETTA ).  Visti i risultati dei successivi adattamenti delle tavole di FRANK MILLER potremmo giungere alla facile conclusione che il problema è ALAN MOORE ( i tre film citati sono tutti tratti dalle sue opere ) , ma a confutare tale ipotesi c'è  il lavoro di JAMES MCTEIGUE, a cui è mancato solo un po di coraggio per rendere memorabile il suo "V PER VENDETTA" e , sopratutto ( mi gioco le "palle" ),  ci sarà l'annunciato "WATCHMEN" targato Snyder. Come già detto, a fare la differenza è stato il "manico",   ossia il talento e la passione di ROBERT RODRIGUEZ e ZACK SNYDER capaci di opere dalla resa visiva innovativa pur mantenendo identità stilistiche ben definite. Entrambi riconoscenti alle mirabilie del blue screen ma più tecnico ( nell'utilizzo della mdp ) RODRIGUEZ rispetto a SNYDER ( più dipendente dal montaggio e dalla fotografia ). Sta di fatto che 300 e SIN CITY hanno aperto una nuova fase nella storia del cinema, fase che magari farà storcere il naso ai soliti critici parrucconi abituati a catalogarlo come cinema di intrattenimento ( o di "genere"  che dir si voglia ) , ma comunque una fase  zeppa di novità, in cui la parte da protagonisti la fanno gli occhi. E scusate se è poco.  

postato da GionUein alle ore 16:57 | link | commenti (2)
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