HARRY POTTER & RATZI FURENTE
Questa volta tocca al maghetto occhialuto finire tra le grinfie della Santa inquisizione. Già ci immaginiamo il fuggi fuggi nei corridoi di Hogwards.

IL CINEGIORNALE di Gion Uein

Inauguriamo uno nuovo spazio in cui cinema e attualità si incontrano, si abbracciano, copulano e consegnano a noi i loro figli.
Amen.
SEQUENZE : LA MAGIA 24 VOLTE AL SECONDO

E mi sono ritrovato a bordo del X-Wing di Luke Skywalker lanciato a tutta velocità nel canale centrale della Morte Nera.
I suoi guardaspalle sono ormai out , disintegrati dai caccia dell'impero capitanati da Darth Vader in persona.
Manca poco ormai all'obiettivo : l'unico punto "vulnerabile" della formidabile macchina da guerra imperiale.
Luke è colpito ( R2D2 fuma nello spazio ) ma resiste.Darth Vader non riesce ancora ad agganciarlo.
Una serie di stacchi ci mostra in rapida ed alternata successione il giovane Skywalker e Darth Vader. Ma sopratutto il monitor del puntatore del caccia imperiale, al cui "interno" l'X-Wing sbatte come una falena impazzita, e il navigatore che guida il giovane futuro jedi verso la sua meta.
La situazione è disperata.
Ma poi la voce di Obj Uan Kenobi eccheggia nell'abitacolo ( " ... usa la forza Luke,.. usa la forza " ... ) e all'improvviso tutto è chiaro.
I secondi che seguono sono il "condensato" di tutta la saga di Guerre Stellari ( anche grazie alle rilevazioni di LA VENDETTA DEI SITH ) : Luke Skywalker decide di fidarsi dell'istinto e allontana il navigatore spaziale.
Sorpresa nella base dei ribelli.
Sorpresa a bordo del caccia imperiale dove Darth Vader esclama : " Potente è la forza in quest'uomo " .
Subito dopo riesce finalmente ad agganciare l'X-Wing.
Il guanto nero del signore oscuro ghermisce trionfale la closce e il pulsante che sta per abbattere la minaccia ribelle.
Ma in quel preciso istante ( qualche centesimo prima, per la precisione ) il Millenium Falcon di Han Solo abbatte uno dei caccia della squadriglia imperiale mandando per l'aria Darth Vader e lasciando campo libero al giovane Luke.
Ieri come trent'anni fa.
La stessa emozione.
Il paradigma del cinema capace di cristallizare se stesso ma sopratutto le nostre emozioni. Conservate in contenitori criogenici capaci di preservarne la fragranza per l'eternità.
Un ultimo appunto.
La versione masterizzata della vecchia trilogia è un prodigio.
Addirittura sconvolgente se ti soffermi a pensare che STAR WARS è stato girato nel 1977.
E' come se si scoprisse che Rosario Dawson ha in realtà cinquantasette anni.
LA GUERRA DEI MONDI

”Compiaciuto l’uomo vagava per ogni angolo del globo terrestre, sicuro del proprio dominio su questo mondo“.
Ce l’ho ancora nelle orecchie, terrorizzante.
La sirena dei tripodi.
Ce l’ho ancora avvinghiato addosso, paralizzante, come la rossa erba immonda con cui gli alieni ammorbano il pianeta.
il senso di impotenza.
Perché il “senso di impotenza” che permea tutte le due ore di questo film è il sintomo di uno spettacolo riuscito alla perfezione.
Restiamo impotenti davanti allo schermo , dove l’uomo smette di essere protagonista e smette di avere il controllo della situazione.
E’ inerme e nudo come un verme, in balia del destino.
Incapace di abbozzare una difesa.
Incapace di porvi rimedio.
Steven Spielberg torna a giocare con le nostre paure, e lo fa alla grande , come a i tempi de “Lo squalo”.
A lui il merito ( enorme ) di essere riuscito a trasportare interamente sul grande schermo il senso di angoscia di questo classico della letteratura fantastica traendo (tanta) ispirazione soprattutto dalla celebre trasmissione radiofonica con cui Orson Welles terrorizzò l’America ( non a caso Spielberg è in possesso dell’unica copia dell’adattamento radiofonico del classico di H.G. Welles ).
La sua GUERRA DEI MONDI vive su un costante filo di tensione che gli consente di arrivare molto vicino al capolavoro , ossia il connubio ideale di emozione e tecnica. Il film perfetto capace di esaltare i cinefili più tecnici e gli spettatori più emozionali.
Sbeffeggia i suoi detrattori ( quelli che indicano negli effetti speciali la causa di tutti i suoi onori ) girando la sequenza perfetta all’interno di una cantina, lontana anni luce dai milioni di dollari spesi per la visualizzazione di tripodi e cataclismi.
Ci regala una serie di sequenze memorabili e cosparge il cammino dei temi a lui cari ( lo sterminio/ olocausto ) con la cenere che ricopre TOM CRUISE e la pioggia di abiti .
Riesce a non rendere banale un tema inflazionato come il rapporto difficile tra genitori e figli con conseguente “redenzione” nei momenti di difficoltà.
Riesce in definitiva dove molti osano invano : ci fa sperare con tutto il cuore che il film sia ben distante dalla fine.
Ce l’ho ancora davanti agli occhi, magnificente.
La Guerra dei mondi.